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Persone per
le Persone

Un modo per creare legami, cercando di leggere attraverso i segni dei tempi il cammino di Casa del Fanciullo.

"Da 100 anni, persone per le persone"

Il 31 maggio 1922 a Padova in via Cesarotti 5, ebbe inizio con l’accoglienza di otto bambini l’attività della Casa Antoniana dei Buoni Fanciulli. Il suo fondatore don Giuseppe Paccagnella la definì «l’opera che sento voluta da Dio, con i collaboratori che il Cuor di Gesù mi ha dato per coadiuvarmi e per accogliere quei bambini orfani, abbandonati che sento di amare come padre, che sono al centro delle mie sollecitudini spirituali».

Dal 1922

L’edificio, acquistato grazie ad una donazione dell’Arca del Santo, era formalmente di proprietà di una società anonima che aveva tra i maggiori soci il vicario generale della diocesi di Padova, mons. Bellincini e il rettore della basilica del Santo, padre Bolognini. Il vescovo Pellizzò in persona lo inaugurò, celebrandovi la messa e amministrando la prima comunione e la cresima a due dei bambini che vi erano ospitati. L’opera di don Giuseppe sembrava dunque essere nata sotto i migliori auspici. Venne invece coinvolta nella bufera che sconvolse la diocesi di Padova pochi mesi dopo. Il vescovo Pellizzo fu rimosso e contro i suoi sostenitori fu montata una campagna diffamatoria che culminò nei due procedimenti canonici, promossi dal Sant’Ufficio, uno istruito a Padova e l’altro condotto a Roma. Don Giuseppe fu sospeso a divinis, i collaboratori laici vennero privati dei sacramenti, la Casa fu chiusa e i bambini destinati altrove.

L’azione del gruppo, riunito attorno a don Giuseppe, tuttavia non si arrestò. Continuò tra le catapecchie e gli orti dei Santonini, dove i poveri della città potevano ricevere un pasto caldo e dove, grazie alla carità di molti e al lavoro di pochi, furono costruiti i nuovi edifici della Casa del Fanciullo.
Don Giuseppe visse nel nascondimento e nella preghiera per più di vent’anni. Sino al 1947 quando fu riabilitato dal vescovo Agostini e mandato più che sessantenne a fare il cappellano a Liedolo, un minuscolo paese nel territorio trevigiano della diocesi di Padova. Tornato dopo alcuni anni in città, poté vedere la sua opera ampliarsi e morire nella sua casetta ai Santonini il 24 marzo 1966.

Oggi come allora...

Per oltre vent’anni, l’attività dei volontari, che con spirito umanitario hanno cercato di alleviare le sofferenze di bambini, giovani e famiglie indigenti, rimarrà nell’ombra. Malgrado tutto ciò, quell’esperienza sarà fondamentale per costruire un’opera che ancora oggi, dopo 100 anni dalla fondazione è sempre al servizio delle nuove generazioni che crescono e delle persone in difficoltà.

Obbiettivo principale dei nostri giorni è il bene dei piccoli, bambini, ragazzi, giovani, e delle loro famiglie, con lo stile suggerito da don Giuseppe Paccagnella. Sulle orme di questa spinta ideale nascono le attività proposte e riunite oggi sotto il marchio Cadelfa.

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