• SIAMO UNA GRANDE FAMIGLIA

    E questo è impagabile

La Nostra Storia

Il doloroso ricordo della guerra del '15-'18 è ancora molto vivo e le conseguenze sociali si potevano ancora toccare con mano. Un gruppo di giovani vicini a Don Giuseppe Paccagnella, all'epoca Rettore di S. Canziano in Padova, decisero di dar vita ad una iniziativa di accoglienza per orfani. In testa al gruppo c'erano Francesco Miotello e Giuseppe Rubini, i quali, dopo vari tentativi di inserire la nuova attività di accoglienza all'interno di edifici già esistenti in città, decisero di progettare una nuova struttura che potesse rispondere alle esigenze di accoglienza ormai divenute pressanti: nacque così la Casa Antoniana Buoni Fanciulli, denominazione che rimarrà fino al secondo dopoguerra. In quegli anni la Casa ospitava circa 120 persone tra ragazzi orfani e donne e uomini adulti che ogni giorno lavoravano duramente per far si che tutti potessero vivere una vita quantomeno dignitosa. Nel cuore e nella mente di chi ha vissuto in prima persona quel periodo storico all'interno della Casa sono ancora vivi i ricordi di Madre Carolina Dall'Oglio che ogni mattina partiva, accompagnata dal signor Romano in sella al suo cavallo, alla ricerca di qualsiasi cosa potesse essere utile: cibo, utensili, denaro, legna ecc. Come dimenticare poi Piero Raimondi, instancabile uomo affetto da balbuzie che alle 4 di mattina lasciava la Casa a piedi e con il suo carretto si dirigeva al mercato coperto con l'obiettivo di recuperare generi alimentari; e siccome fermo non ci sapeva proprio stare, al pomeriggio si occupava anche di spaccare i ceppi di legna che servivano per far funzionare la stufa della cucina. 

Le Nostre Abilità

Accoglienza90%
Supporto scolastico60%
Aggregazione sociale80%
Spazi ricreativi e ludici95%
Sostegno educativo70%

Come già detto, all'epoca le necessità di accoglienza erano piuttosto incombenti, perciò ogni giorno circa un centinaio di poveri attendevano all'esterno della Casa la loro quotidiana razione di zuppa calda, che non veniva mai negata a nessuno. Negli anni del secondo dopoguerra, il tessuto sociale si mostrava ancora come una dolorosa realtà di orfani bisognosi, uniti ad una presenza di cittadini affamati e impoveriti dallo sforzo bellico. Con il sostegno e la collaborazione di volontari esterni, la Casa del Fanciullo per orfanelli si fece promotrice dell'acquisto di una struttura in legno dismessa dall'esercito e diede vita ad una minifabbrica di giocattoli. La motivazione esplicita e nei fatti attuata era quella di far imparare un mestiere ai giovani orfani, così che potessero affrontare il futuro con qualche probabilità di riuscita in più. Nacque così la CADELFA – centro di lavoro. Dopo la V^ elementare, circa sui 10-11 anni, tutti i ragazzi dovevano svolgere una sorta di apprendistato nel reparto di cartapesta per poi passare agli altri laboratori. Con l'ingresso, nel 1948, del nuovo “manager” Pietro Pellizzari, più conosciuto con il nome di Pierino, il centro di lavoro CADELFA raggiunse il massimo del suo splendore: grazie al suo contributo vennero infatti introdotti nuovi modelli di giocattoli, nuovi modelli di arredi e nuove tecnologie (nacquero proprio in quel periodo i reparti di meccanica, saldatura, galvanica e verniciatura). Qualche anno dopo, la direzione della Casa venne affidata alle sapienti mani del Diocesano Don Vittorio Vigato. Come Pierino era stato l'uomo del grande sviluppo del centro di lavoro, così a Don Vittorio Vigato va il merito di aver puntato molto sulla scolarizzazione dei ragazzi. Sensibile al mutare della vita sociale dei giovani e consapevole del fatto che oltre alla conoscenza di un lavoro era necessario avere un titolo di studio più elevato, Don Vittorio introdusse con grande forza di volontà e un pizzico di fortuna, un corso sperimentale di scuola media unificata. Fu il primissimo esempio in tutta Italia. Fu una grande svolta che provocò dapprima la chiusura del centro di lavoro CADELFA e in secondo luogo la sua riqualificazione al fine di trasformare i reparti in aule per l'educazione scolastica.

Oggi Casa del Fanciullo ha voluto mantenere questa vocazione formativo-educativa ed è sede di diverse attività:

  • i servizi del centro educativo il Melograno (doposcuola, centri estivi, servizi alla famiglia)
  • i servizi del nido Primi Passi (progetto educativo e iniziative rivolte alle famiglie)
  • ospitalità riservata a studenti delle scuole superiori, universitari e giovani stranieri a cui è assicurata un'adeguata assistenza culturale, umana e spirituale finalizzata alla formazione integrale della persona.

Inoltre Casa del Fanciullo offre:

  • il sito internet e le pagine social che illustrano la vita presente e passata della Casa e che approfondiscono i temi legati a minori, adolescenti, giovani, famiglie, volontariato, educazione e solidarietà in situazioni di difficoltà
  • una moderna e attrezzata palestra, una biblioteca, una mensa e aule attrezzate
  • una sala conferenze con impianto microfoni, audio e video
  • una sala musica

Il Nostro Approcio


“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno” (Madre Teresa di Calcutta)

La Nostra Filosofia


“Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.” (Sergio Bambarèn)

La Nostra Mission

“Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.” (Papa Francesco)

La Nostra Idea di Casa

Una casa è il luogo dove risiede l’amore, vengono creati i ricordi, arrivano gli amici e la famiglia è per sempre. Perciò siete e sarete sempre i benvenuti. 

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Contatti

  • info@cadelfa.it
  • 049 8751075
  • 049 8751075
  • vicolo Santonini, 12 - Padova

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